La formazione frammentaria dei cittadini

Due eventi simili con esiti uno all'opposto dell'altro. 

Due arresti cardiaci testimoniati in due situazioni simili, uno in un bar e uno per la strada, con due esiti diversi; il primo, grazie anche al tempestivo intervento rianimatorio e dell'utilizzo del defibrillatore semi-automatico esterno, ha visto il paziente trasportato in ospedale dopo un ROSC, return of spontaneus circulation (ritorno della circolazione spontanea) perpretato dagli astanti, il secondo, senza o con una parziale rcp, ha visto la morte del paziente in bar.

Tutto è successo in due città del Veneto a pochi chilometri da loro, il 23 Dicembre, due arresti cardiaci con interventi totalmente diversi, che portano alla luce la mancanza di formazione o, la totale inutilità di corsi di primo soccorso spesso dispersivi, con scarsa attenzione e, a volte, diretti da personale non debitamente formato.

Le linee guida 2025, spingono sulla formazione del personale non sanitario, dei comuni cittadini; spingono sul rapido riconoscimento di un arresto cardiaco, sull'avviso del sistema di emergenza, sulla rianimazione cardiopolmonare e, non ultimo, sull'utilizzo del defibrillatore.

Benchè la chiamata di emergenza sia una cosa che tutti sappiamo fare, il riconoscimento di una persona non cosciente che non respira, le manovre di rianimazione cardiopolmonare efficaci e l'utilizzo del defibrillatore, sono punti fondamentali per il soccorso ad un arresto cardiaco, punti che si devono imparare in un  corso della durata di 5 ore e ad un prezzo, ormai, accessibile a tutti i cittadini.

La presenza e l'utilizzo del defibrillatore è scarsissima, varia da provincia a provincia e, fatto salvo per le strutture sportive, dove c'è l'obbligo di legge, spesso non si trova. Non si trova una macchina, che è l'unica terapia per l'arresto cardiaco, che costa in media 1500€ e che per almeno tre anni funziona e non ha bisogno di manutenzione. 

Abbiamo telefoni che costano 1700€, che fanno foto e che ci dicono la nostra frequenza cardiaca, telefoni che cambiamo una volta ogni due anni perchè esce il modello nuovo; spendiamo centinaia di euro per una messa in piega, che spesso manco ci piace una volta che ci guardiamo allo specchio, ma non pensiamo di spendere meno di 100€ e perdere 5 ore del nostro tempo per imparare una rianimazione cardiopolmonare.

Si tratta di cultura, si tratta di aiuto al prossimo, si tratta di vite umane perse perchè, tra tutti i corsi che ci fanno fare anche solo per aprire un barattolo di sottaceti, non pensiamo di investire un po' del nostro tempo per aiutarci ad uscire dal panico di fronte ad un arresto cardiaco e ad eseguire un massaggio cardiaco efficace.

Il massaggio cardiaco è fondamentale prima e dopo l'utilizzo del defibrillatore, che da solo serve a poco, soprattutto se non so nemmeno come aprirlo.

Mettiamo nei programmi per il 2026 un corso BLS, proviamoci almeno, proviamo a raggiungere tutti insieme i livelli di formazione dei paesi del nord Europa, che non sono più furbi, hanno solo capito che se c'è la possibilità di sopravvivere ad un arresto cardiaco è bene tentarci.

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